CURIOSITA’ PROTESI RETINICA DEL SISTEMA ARGUS II

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La retinite pigmentosa (RP) è una distrofia retinica ereditaria, causata dalla perdita dei fotorecettori e caratterizzata da depositi retinici di pigmento visibili all’esame del fondo dell’occhio. E’ una malattia di notevole rilevanza sociale sia perché si presenta con frequenza elevata, sia perché fortemente invalidante. Secondo le statistiche internazionali, la Retinite Pigmentosa colpisce circa 1 persona ogni 3.500-4.000. Ha lo scopo di fornire una stimolazione elettrica della retina per indurre la percezione visiva in soggetti non vedenti.

L’Italia è all’avanguardia nell’utilizzo della protesi epiretinica, il cosiddetto “occhio bionico” Argus II.

Il nome Argus deriva da un gigante della mitologia greca con 100 occhi, Argo Panoptes, Argo che tutto vede.

La protesi retinica del sistema Argus II, sistema concepito per coloro che sono affetti da degenerazione retinica grave e che abbiano un’acuità visiva inferiore ad un decimo in entrambi gli occhi, è stata impiantata in Italia e i feedback sembrano positivi.

La protesi è costituita da una telecamera che cattura la scena e trasmette il video attraverso gli occhiali all’impianto oculare. Grazie ad un ricevitore e ad una matrice di elettrodi le informazioni arrivano al cervello.

Attraverso questa protesi ovviamente non otterranno una visione nitida come le persone vedenti ma avranno la possibilità di raggiungere una maggiore indipendenza e svolgere tutte quelle attività che prima erano impossibili, come ad esempio attraversare la strada individuando le strisce pedonali.

Diventa dunque sempre più concreta, questa possibilità terapeutica per la retinite pigmentosa che però essendo ancora molto cara rappresenta per molti un limite non da poco.

Il direttore del reparto di Chirurgia oftalmica di Pisa ha eseguito il primo intervento in Europa.

Nel 2018 sono 52 gli interventi di impianto di protesi retinica Argus II eseguiti in Italia in quasi 7 anni. Un traguardo importante per l’Italia che ci riempie di orgoglio, raggiunto grazie ad eccellenze italiane nel campo della chirurgia oftalmica ma anche grazie alla possibilità in alcune regioni d’Italia di poter usufruire della copertura del servizio sanitario nazionale, quali Toscana, Lombardia e Veneto.

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